Francia e Germania hanno raggiunto un accordo sul futuro assetto proprietario e sulla governance di KNDS, il gruppo franco-tedesco della difesa, produttore di armamenti, blindati e sistemi di difesa, nato dalla fusione tra la tedesca Krauss-Maffei Wegmann (KMW) e la francese Nexter. L’intesa prevede una partecipazione paritaria dei due Paesi, con il 40% del capitale ciascuno, mentre il 20% restante sarà quotato in Borsa.

Berlino acquisirà quindi il 50% delle quote attualmente detenute dalla famiglia tedesca proprietaria di KMW, subentrando come azionista pubblico. Analogamente a Parigi, che già controlla la propria quota attraverso lo Stato francese, anche la Germania ridurrà successivamente la propria partecipazione per consentire l’ingresso degli investitori privati. La quotazione in Borsa è prevista indicativamente per l’inizio di luglio.

L’accordo rappresenta un passaggio cruciale per uno dei principali progetti industriali comuni tra i due Paesi nel settore della difesa. “Definendo questo quadro franco-tedesco, i due Stati compiono un passo decisivo per rafforzare la loro sovranità condivisa nella difesa terrestre”, hanno dichiarato i governi di Parigi e Berlino in un comunicato congiunto.

La prospettiva della quotazione potrebbe attribuire a KNDS una valutazione superiore ai 15 miliardi di euro, consolidando il gruppo tra i principali attori europei dell’industria militare. La società produce alcuni dei sistemi terrestri più importanti per le forze armate europee, tra cui i carri armati Leopard 2 e Leclerc, oltre ai veicoli corazzati Boxer e Puma.

L’ingresso dello Stato tedesco nel capitale di KNDS risponde soprattutto alla volontà di Berlino di mantenere un’influenza diretta su un settore considerato strategico. Il governo federale ha sottolineato che la partecipazione “garantirà un’influenza a lungo termine su un’azienda di importanza strategica per le capacità europee di sicurezza e difesa”. L’intesa dovrà comunque essere approvata dal Parlamento tedesco, che esaminerà l’operazione con il coinvolgimento della commissione Bilancio.

Accanto alla partecipazione del 40% nella holding KNDS con sede nei Paesi Bassi, Berlino acquisirà anche quote simboliche da un euro in alcune controllate tedesche del gruppo. Si tratta delle cosiddette golden shares, strumenti che consentono allo Stato di esercitare diritti speciali su decisioni considerate sensibili per la sicurezza nazionale.

Il governo tedesco otterrà inoltre una minoranza di blocco e potrà nominare tre membri del consiglio di amministrazione. Gli accordi prevedono anche diritti di veto su alcune operazioni riguardanti asset strategici, siti produttivi e tecnologie considerate essenziali.

L’accordo arriva dopo mesi di negoziati caratterizzati da tensioni politiche e industriali. Uno dei principali nodi riguardava proprio il livello di partecipazione tedesca. Alcuni esponenti del governo federale puntavano al 40%, per garantire una posizione di parità con la Francia, mentre altri preferivano una quota più bassa, intorno al 30%, per rendere KNDS più attrattiva agli occhi degli investitori dopo la quotazione.

Come compromesso, il governo tedesco ha infine indicato l’intenzione di ridurre progressivamente la propria partecipazione fino a circa il 30% nel medio termine. Questa prospettiva, tuttavia, non è condivisa in modo simmetrico da Parigi, che ha fatto sapere di voler mantenere il proprio 40% “per il futuro prevedibile”. Il rischio è quindi quello di uno sbilanciamento nelle partecipazioni statali, che per ora resta comunque nelle ipotesi.

Nella pratica, finalmente, va in porto un progetto franco-tedesco sul piano della difesa. I due Paesi avevano infatti registrato di recente ritardi e tensioni tanto sul futuro carro armato europeo MGCS (Main Ground Combat System) quanto sul futuro sistema di combattimento aereo FCAS (Future Combat Air System). In entrambi i casi, le difficoltà erano legate alla distribuzione industriale tra le aziende coinvolte, la tedesca Rheinmetall e la francese Thales Group nel programma terrestre, la tedesca Airbus e la francese Dassault in quello aereo.

Nonostante le divergenze, KNDS è rimasta un canale privilegiato di collaborazione. Un segnale recente è arrivato dal salone internazionale della difesa Eurosatory, dove il gruppo ha presentato una nuova capacità franco-tedesca intermedia, denominata “Capint”, basata su un telaio derivato dal Leopard 2 A8 tedesco e su una torretta telecomandata francese Ascalon.

Il gruppo ha registrato nel 2025 un fatturato di circa 4,4 miliardi di euro e dispone di un portafoglio ordini superiore ai 33 miliardi. Circa due terzi degli ordini riguardano attività legate alla Germania, una quota destinata probabilmente ad aumentare con il rafforzamento della Bundeswehr.

L’obiettivo dichiarato dei due governi è trasformare KNDS in un campione europeo capace di competere sul mercato globale della difesa. “L’ambizione comune della Francia e della Germania è chiara: fare di KNDS un’impresa di difesa di primo piano, in Europa e nel mondo”, hanno affermato Parigi e Berlino.

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